E’ passata ormai una settimana dalle tanto agogniate elezioni politiche eppure l’interrogativo comune è lo stesso: Chi governerà il paese per i prossimi 5 anni?
I risultati finali dicono che alla Camera l’Unione ha 348 seggi(49.8% dei voti) mentre la Cdl 281(49.7%) mentre al Senato l’Unione ha 158 seggi(48.9% dei voti) e la Cdl 156(50.2%).
In questa situazione di chiara instabilità, dovuta al nuovo sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza, tutti si chiedono come sarà possibile per la sinistra, a tutti gli effetti vincitrice delle elezioni, governare un Paese come l’Italia. I dubbi principali sono dovuti alla presenza, all’interno della coalizione, di quei partiti radicali che già nel 2000 hanno causato la caduta del primo governo Prodi.
Questo problema non si presenta tanto alla Camera ma quanto al Senato. Prodi avrà il difficile compito di mantenere salda la coalizione nel rispetto dell’accordo stipulato nel momento della sottoscrizione al programma elettorale e, compito ancora più arduo del precendente, di garantire la presenza di tutti i senatori del centrosinistra durante le sedute a Palazzo Madama.
E mentre nell’Unione ci si organizza in modo che nessuno, una volta al governo, tiri un brutto scherzo a Prodi la destra continua a mettere in dubbio la vittoria del centrosinistra.
Prima a richiesta di una scrupolosa verifica delle così dette schede contestate che all’inizio il Viminale aveva calcolato intorno alle 80.000 ma che poi furono ridimensionate a 5.266, di cui solo 2.131 erano riferite alla Camera, dopo il controllo presso le Corti d’Appello.
Ora l’attacco del centrodestra è portato avanti in primis dall’ex ministro leghista Calderoli. Egli afferma che sono stati assegnati 45.580 voti alla sinistra che in realtà non dovevano essere proprio considerati. Questi sarebber i voti presi dalla lista Lega Alleanza Lombarda, presente esclusivamente nella circoscrizione Lombardia 2.
Calderoli, ai microfoni dell’Ansa, spiega il perché di questa sua affermazione: «la legge che io ho scritto parla chiaro: la cifra elettorale nazionale di coalizione deriva dalla somma delle cifra elettorale nazionale delle singole liste e la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista è data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno. È evidente quindi che la cifra nazionale deve essere la somma di almeno due circoscrizioni e in assenza di questo non può essere conteggiata».
«Infatti - aggiunge Calderoli - il legislatore ha previsto l’ ipotesi del conteggio della singola circoscrizione solo nelle regioni ove esiste la tutela delle minoranze linguistiche. Ecco perchè la Cdl è, nel caso meno favorevole, in vantaggio di almeno 20mila voti alla Camera, senza contare quindi i voti che vengono via via riattribuiti durante le verifiche». «La legge l’ ho scritta io - conclude l’ esponente leghista - e l’ ho anche criticata, ma sull’interpretazione non ci sono dubbi».
Il futuro del nostro Paese è, insomma, ancora molto buio. La sinistra si trova a dover governare un Paese perfettamente diviso in due schieramenti del tutto ostili tra di loro.
In Germania una situazione simile alla nostra si è risolta con la ormai nota maxi-coalizione. In Italia un provvedimento del genere è chiaramente impossibile proprio per il carattere dei due schieramenti in gioco.
La soluzione a questo problema è una sola. Come scrive giustamente Piero Ostellino in un articolo del Corriere della Sera: «La palla passa nelle mani del centrosinistra, il cui compito, a questo punto, è capire che solo con un governo di altissimo profilo, nel programma e negli uomini, può sperare di superare i limiti della ridotta maggioranza al Senato. Ma ciò comporta, altresì, che l’Unione sappia comporre la frattura con il centrodestra e lo convinca, con la moderazione delle proprie politiche, a non arroccarsi in una sterile opposizione muro contro muro. Non si tratterebbe della “grande coalizione”, né tanto meno di un “inciucio” confezionato dagli stessi interessati, bensì di una soluzione nuova e responsabile.»
E ora non ci resta che aspettare l’ultima e definitiva proclamazione dei vincitori delle elezioni da parte della Corte di Cassazione…e sperare.
Articolo realizzato attraverso la consultazione degli articoli presenti su Corriere.it.
Le parti citate del discorso dell’ex ministro Calderoli sono state riportate da questo articolo.
Le parti citate riguardanti le opinioni del giornalista Piero Ostellino sono state riportate da questo articolo.
Le parti citate riguardanti i dati relativi alle schede contestate sono state riportate da questo articolo.
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